15 Ottobre 2026
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Gli Atti degli Apostoli Capitolo 1 e l’evangelista Luca

COMMENTO AGLI ATTI DEGLI APOSTOLI CAPITOLO 1

A cura di Raffaele Magrone per Cvx San Saba

«Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.
Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.» (Lc 24, 50-53)

Come si può leggere qui, il Vangelo di Luca – in particolare se consideriamo l’imperfetto “stavano” – non ha una conclusione vera e propria. La narrazione originaria, infatti, continua con un “secondo libro”, come si comprende dalle stesse parole di Luca nel prologo degli Atti degli apostoli, in cui tra l’altro questa scena sembra ripetersi.

Quando il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli vengono divisi?

Fu, circa 80 anni dopo la sua stesura, quando attorno all’anno 150 d.C. si decise di avere in un nucleo a parte le quattro testimonianze sulla vita di Gesù, che avvenne la separazione tra Vangelo di Luca (collocato come il terzo dei quattro vangeli) e Atti degli Apostoli (“atti di apostoli” o “…di Pietro e Paolo”).

Caratteristiche dell’evangelista Luca

Può essere utile, prima di andare sul testo, ricordare alcune caratteristiche salienti di questo evangelista: “Lucano” medico di Antiochia (Siria) è l’unico dei 4 ad avere origini pagane.

Si convertì al cristianesimo forse già verso il 40 d.C., discepolo e compagno affezionato di San Paolo, che seguì a Gerusalemme, Cesarea e Roma, sia nella prima che nella seconda prigionia. Dopo la morte di Paolo, pare che Luca si ritirò in Bitinia (nord-ovest dell’Anatolia, l’attuale Turchia) a predicare.

Conosceva bene la lingua greca e il suo impegno è stato di mediare fra questa e le fonti più antiche da lui consultate, cercando di dare un’impronta universalistica al suo testo, ad esempio attenuando alcune frasi dispregiative che venivano usate dagli ebrei verso i pagani e al contrario cercando di spiegare a questi ultimi espressioni e costumi tipicamente ebraici. È per eccellenza l’evangelista dell’apertura, dall’annuncio degli angeli ai pastori, fino ai tanti pagani proposti come esempio (Lc 7,9 il servo del centurione o 10,25-37 il buon samaritano o 17,15-19 l’unico dei dieci lebbrosi guariti, che torna indietro a ringraziare, anch’egli samaritano).

Chiamato anche “l’evangelista della misericordia di Dio” (eudokia).

Lo Spirito Santo in Luca, tra Vangelo e Atti degli Apostoli

Un’altra sua attenzione particolare è per l’opera dello Spirito Santo, che si posa su Giovanni Battista, su Maria, su Elisabetta, su Simeone, su Gesù stesso e come dono del Padre verso chi lo prega, poi promesso da Gesù ai discepoli come si avvererà nella Pentecoste (At 2,1-4).

Gli Atti ne sono un’ulteriore manifestazione, al punto da essere anche chiamati “il Vangelo dello Spirito”: non essendo fisicamente presente il nazareno, il vero protagonista è lo Spirito di Gesù, cioè l’amore tra il Padre e il Figlio.

Ulteriori caratteristiche importanti in Luca: la povertà, la preghiera (ricordiamo i suoi tanti riferimenti a Gesù intento a pregare) e la “missione di misericordia e bontà a cui è chiamato Gesù” senza mai risparmiarsi in nulla e rapportandosi a ogni possibile tipologia di persona così come di provenienza geografica.

Una storia che diventa nostra

Il grande valore degli Atti sta proprio nel creare continuità tra le premesse contenute nel Vangelo di Luca e lo sviluppo affidato direttamente agli uomini: non più quindi soltanto “una storia a cui credere”, ma una “storia in cui noi stessi veniamo inseriti”.

Luca scrive a questo ipotetico “Teofilo” facendo in modo che “colui che ama Dio”, alla fine scopra quanto e come Dio ami lui! E in particolare gli Atti descrivono come Teofilo (quindi anche ognuno di noi) è chiamato a rispondere a questo amore.

L’apertura degli Atti punta a ricordare due aspetti del libro precedente: le opere e gli insegnamenti di Gesù. Questi sono andati ininterrottamente avanti fino al momento della sua assunzione al cielo.

Le disposizioni di Gesù ai 12

Ma, prima “di lasciarci”, Gesù dà delle disposizioni ai suoi apostoli. Costoro non sono delle persone a caso, ma le aveva scelte “nello Spirito Santo”. Tra la fine del Vangelo e queste prime righe degli Atti, sembra di assistere a un “supplemento di insegnamenti” che Gesù continua a dare con cuore instancabile, parlando del regno di Dio. E ci sono due concetti che tornano:

  1. restare a Gerusalemme, “non allontanarsi”, cioè non disperdersi, restare uniti!
  2. attendere lo Spirito Santo: “Non sta a voi conoscere i tempi e le circostanze che il Padre ha determinato… Ma lo Spirito Santo verrà su di voi e riceverete da lui la forza per essere testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra.”

Sembra quasi di cogliere un invito a restare nella preghiera, proprio nello stile proposto durante gli Esercizi spirituali da Sant’Ignazio di Loyola, stabilendo cioè prima di tutto un luogo e un tempo dedicato, per creare le condizioni ideali affinché possiamo metterci davvero in ascolto dello Spirito Santo.

Chi ha sperimentato la pratica degli Esercizi spirituali può ancor più comprendere che, se prima non si decide di fermarsi, fare silenzio, rallentare il respiro e “fare spazio” dentro di sé, mettendo a tacere tutte le distrazioni esteriori, diventa difficile anche solo immaginare quella nuova condizione in cui all’improvviso si comincerà a riconoscere una chiamata dallo Spirito “ad andare sempre più lontano”.

Uscire dalla preghiera ed entrare nella vita quotidiana

E, proprio come quando a conclusione di un momento di preghiera ignaziana, prendiamo temporaneamente congedo dal Signore, allo stesso modo in questo inizio degli Atti, ancora una volta “una nube lo sottrasse ai loro occhi”. Ma l’intuizione, che dopo la preghiera non ci lascia più “soli”, è qui rappresentata dai due angeli che aiutano gli apostoli a comprendere che da ora in poi “questo Gesù verrà così”, proprio come lo hanno visto andar via e sarà sempre nel loro cuore.

Non a caso viene poi usata l’espressione “tutti costoro attendevano con un cuor solo alla preghiera con le donne e Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui”, per sottolineare ancora una volta la centralità della preghiera e dello stare insieme, come base di questa prima comunità cristiana che si va formando.

Della seconda parte del primo capitolo degli Atti, dedicata alla sostituzione di Giuda, colpisce l’attenzione ai numeri: i Dodici2, che avendo perso Giuda riconoscono l’importanza di nominare un altro al suo posto per tornare a ricomporre lo stesso numero scelto da Gesù, e i 120 membri complessivi di questa prima comunità.

La presa d’atto di Pietro su Giuda

Inoltre, dalle parole di Pietro su Giuda (“era necessario…”), così come dalla sua proposta di nominare un nuovo ministro al suo posto, sembra emergere come una presa di coscienza e accettazione – da parte sua – dell’importanza anche di quella figura, per la storia della salvezza, così come del fatto che l’incarico di Giuda debba quindi essere concretamente trasmesso a qualcuno.

Come viene eletto l’apostolo Mattia

Ed è importante considerare anche il “meccanismo elettivo” che adottano, non di tipo numerico (cioè con conteggio di voti), bensì di totale affidamento al Signore “Tu, che conosci i cuori di tutti, mostra quello che hai scelto” per poi “tirare a sorte” tra i due candidati, sapendo e confidando nella bontà di quella scelta, che alla fine ricade su Mattia.

Per concludere, in questo primo capitolo c’è ancora la presenza di Gesù e possiamo contemplare ancora una volta il suo congedo dagli uomini per tornare al cielo, ma pian piano vediamo come questa comunità cominci a prendere forma e sicurezza in sé, compiendo un primo importante passo. E cioè: non perdere nulla del nucleo originario voluto da Gesù, assumendosi questa volta loro in prima persona la responsabilità di “pescare tra tutti” un nuovo apostolo.

Qui scheda introduttiva a cura di padre Gian Giacomo Rotelli.

Immagine in apertura: Byzantinischer Maler des 10. Jahrhunderts – British Library Add MS 28815, f.76vThe Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distribuita da DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, scaricata da qui in data 6 ottobre 2026

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