Giulio Regeni 2021

Pensieri ad alta voce | Educare alla legalità di Massimo GnezdaVerità per Giulio Regeni 2021… il 25 gennaio saranno già trascorsi 5 anni

DI MASSIMO GNEZDA

8 gennaio 2021 – Quando giunsero in Italia le prime notizie del ritrovamento del corpo trucidato di Giulio Regeni, le prime informazioni sulla sua identità e la sua storia, ci misi un po’ a focalizzare, a ricordarmi che quel ragazzo era stato un mio allievo.

Era stato un mio allievo…

Nato a Trieste e cresciuto a Fiumicello, un paese della Bassa Friulana da noi noto per i prodotti della terra e le sue ottime pesche, aveva frequentato il liceo dove ancora insegno, per poi concludere gli studi superiori presso una delle sedi del Collegio del Mondo Unito (UWC).

Non mi meravigliai avesse superato la severa selezione per accedere a un Istituto internazionale prestigioso, che promuove il dialogo e l’incontro fra i popoli. Poi di lui non seppi più nulla, come spesso capita di anno in anno, classe dopo classe…

Solo la drammatica ribalta di quanto era accaduto mi consentì di associare al nome un volto, di ricordarmi di un ragazzo veramente brillante, già allora molto informato e attento ai fatti del mondo, acuto nelle osservazioni e molto spigliato, nonché capace di qualche sana provocazione.

Ricordo ancora che in quei giorni appesi sulla facciata della sede succursale, assieme al collega di scienze motorie, anch’egli docente di Giulio, lo striscione giallo di Amnesty International: “Verità per Giulio Regeni”.

Questa richiesta oggi si fa ancora più impellente, non solo perché siamo prossimi a un processo che dimostra il lavoro d’indagine rigoroso della procura di Roma, con quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani come imputati, ma soprattutto perché resta disarmante l’atteggiamento della procura del Cairo, che ritiene infondate le conclusioni dei giudici italiani.

In gioco non c’è solo un principio di verità e giustizia per Giulio, ma per tutti noi che riteniamo inaccettabile che in uno Stato, con cui manteniamo regolari rapporti diplomatici ed economici, si possano violare fondamentali diritti umani, senza colpo ferire.

La denuncia dei genitori di Giulio al governo italiano

Comprendo la decisione dei genitori di Giulio di denunciare il governo italiano per la fornitura di armi (due fregate alla marina egiziana), in base alla legge 185/90, che vieta tale vendita a Paesi che violano i diritti umani. Un’ennesima scelta coraggiosa, ma necessaria, perché, a quasi cinque anni dal ritrovamento del suo corpo, Giulio non venga ucciso un’altra volta dalle logiche degli interessi, della Realpolitik e di una diplomazia fin troppo garbata…

Assieme ai coniugi Regeni, mi aspetto dall’Unione europea, oltreché dal nostro governo, un’azione davvero sinergica, coerente con la civiltà del diritto che professa e meno incline al compromesso, che non tutela nessuno e non garantisce che queste violazioni non possano perpetrarsi ancora.

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