22 Settembre 2026
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Denise Cosco e le altre donne che non abbiamo saputo salvare

DI IDA NUCERA

Pensieri ad alta voce | Rubrica di Cristiani nel MondoUna giovane donna che da 35 anni camminava su un filo sottile, cercando di mettere insieme un grande desiderio di libertà e di pace, non è più riuscita a restare in equilibrio.

Denise Cosco è volata giù da una finestra, scegliendo di farlo alla stessa età in cui sua mamma, Lea Garofalo, era stata uccisa nel 2009 e data alle fiamme dal marito mafioso. L’assassino era riuscito a rintracciarle, dopo che le due donne erano fuggite da quel contesto di violenza e criminalità. Dapprima, non trovandosi il corpo della donna, la ragazza aveva vissuto con il padre, intuendo l’accaduto, ma tacendo per paura. Divenuta testimone di giustizia, aveva testimoniato nel processo per l’uccisione della madre, continuando a vivere sotto protezione, un’esistenza segnata drammaticamente.

Una tragedia che ne ricorda un’altra

Una vicenda atroce che richiama quella di Rita Atria, che a 17 anni, per vicende analoghe si era affidata a Borsellino, ma che non aveva retto alla strage di via d’Amelio e dopo una settimana si era tolta la vita.

“Prima di combattere la mafia – aveva lasciato scritto – devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici… Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta”

Ci sono scelte forti che donne coraggiose, purtroppo, pagano anche a distanza di anni, schiacciate dalla solitudine, dall’isolamento sociale, da una lacerazione mai pienamente risolta, lasciandoci sgomenti.

L’impegno di Libera

L’associazione Libera ha cercato di proteggere Lea e Denise. Non è bastato. Pensiamo a don Luigi Ciotti che ha scritto:

“Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre… Qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi. Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma…Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi”

Cerchiamo di immaginare lo strazio di chi ha sperato una nuova vita per Denise. Per tanti motivi a volte non si è in grado di proteggere, di evitare che una persona perda la vita. Può essere una madre che perde la propria figlia investita mentre va al lavoro. Può essere un sacerdote che ha fatto della sua vita un servizio per gli ultimi e una lotta per la legalità e la giustizia.

Sentirsi impotenti…

Ci si sente impotenti e forse una domanda incrina qualcosa dentro: cosa potevo fare per evitarlo? Si custodiscono le persone che ci sono affidate in tanti modi. Perché si è madri e padri. Nella carne e nel cuore. E il cuore e la carne sanguinano in questi momenti.

Ho avuto con la mia famiglia, diversi anni fa, la grande opportunità di conoscere questo straordinario prete di strada dal maglione blu e dall’energia inestinguibile. A volte, di sera, quando si trovava a Reggio, bussava alla porta della nostra casa, accompagnato dai suoi angeli custodi. Non entrava in salotto, veniva direttamente in cucina o, se una figlia piccola aveva la febbre, direttamente, a trovare la bambina malata.

Abbiamo rivisto Luigi alcuni anni dopo a Torino, per quelle strane vicissitudini della vita, conosciuto i luoghi del suo agire apostolico e del suo inesauribile impegno per aiutare chiunque si trovasse in pericolo. Poi, nella vita capita di perdersi di vista, ma il segno del passaggio di una persona speciale resta per sempre.

Vorrei adesso potergli dire che le madri e i padri nel cuore e nella carne vorrebbero custodire le persone a loro affidate, soprattutto quelle più fragili e sensibili. Come Denise.

Eppure, a volte, nonostante ci si spenda con tutte le forze, capita di dover conoscere l’impotenza e la sconfitta e il dolore che spezza dentro, quando accade l’irreparabile. Non puoi, nessuno può farlo, di custodire quella vita, quell’istante e salvarlo, impedirgli di andarsene.

Lea, Denise, Rita avevano visto e vissuto troppo dolore. Oltre ciò che dentro spezza, però si ha la certezza di chi tra le sue braccia:

“Soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte… perché il Buon Dio il suo bel Paradiso, l’ha fatto “soprattutto per chi non ha sorriso, per quelli che han vissuto con la coscienza pura. L’inferno esiste solo per chi ne ha paura”

Immagine in apertura: foto per uso gratuito di TREEDEO.ST da Pexels scaricata il 14/09/2026

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