11 Dicembre 2025
Cristiani nel mondoEditorialeFocusVita Associativa

Verso la revisione dei Principi e delle Norme generali Cvx

DI LUISA BONETTI, ROBERTO CARNEVALE E ALESSANDRA PERRICONE*

Trovare le parole… per una Comunità mondiale

Le parole sono importanti“Le parole sono importanti!” diceva, esasperato, il noto attore e regista di una scena-culto del cinema italiano. Un grido che oggi risuona quasi profetico: in troppi, ahimè anche nei poteri più alti, usiamo la lingua con ignoranza o superficialità, se non con voluta disinvoltura – la stessa con cui finiamo spesso col trasformarla in un odioso capro espiatorio a puro vantaggio di interessi privati.

E, se è vero che a volte il tentativo di adeguare il linguaggio alla società che cambia, sfocia nel politicamente corretto a tutti i costi (di fatto sfiorando l’ipocrisia), rinominare le cose è ormai un bisogno impellente. Su temi come il clima, il gender o la razza abbiamo dovuto imparare nuovi termini, con il fine ultimo di prenderne coscienza e garantire più verità alla nostra vita soprattutto pubblica.

Clima, gender, etnia

Il clima è già inesorabilmente cambiato e dunque oggi parliamo di crisi climatica e non più di cambiamenti; il gender è uscito dalla logica binaria che non corrisponde alle sfaccettature né di questa né di altre realtà; la razza, intesa come gruppo di persone che si differenzia da un altro per caratteristiche fisiche o culturali, è una parola sociologicamente obsoleta che sostituiamo con etnia.

Qualcosa di simile, lo sappiamo, sta accadendo nella Cvx, forse non nel ristretto ambito dei nostri gruppi dove le tradizioni linguistico-culturali, perlomeno simili, ci permettono un sentire comune, ma sicuramente in quel vasto e sconfinato spazio che è la Comunità mondiale.

Da Guadalajara ad Amiens…

Le ultime Assemblee, da quella di Guadalajara (1990) alla più recente (Amiens, 2023) hanno infatti sottolineato l’importanza dell’essere e sentirsi “un’unica comunità” e, perché questo non diventi un concetto astratto, ma penetri in profondità il nostro desiderio di condividere la vocazione ignaziana, dobbiamo aprirci senza pregiudizi a parti di mondo dove, a parità di esperienze, potremmo non ritrovarci nel modo in cui queste vengono espresse.

Dialogo per la revisione delle Norme generali Cvx

Tutto ciò per dire che il processo di revisione dei Principi e delle Norme Generali va sempre più di pari passo con lo sforzo che la società tutta sta facendo (o dovrebbe fare!) per dare la giusta importanza, attraverso le parole, a quanto sta cambiando in modo irreversibile. E noi, che – per vocazione, appunto – siamo chiamati “a lavorare per l’unità all’interno della famiglia umana” (PG1), non potevamo non percorrere la stessa strada.

Specificamente, sono state individuate tre aree in cui lavorare a un linguaggio comune e appare particolarmente necessario: l’Adesione (“Membership”), la Vita apostolica e l’essere un’Unica Comunità.

Il mese di ottobre è dedicato a una serie di Seminari online sui tre argomenti

Roberto, Luisa e io abbiamo deciso di seguirne uno ciascuno, così da avere il quadro completo. Nel frattempo, in linea col mandato ricevuto dalla Comunità nazionale e su precisa richiesta della Commissione internazionale responsabile della redazione finale, abbiamo chiesto alle comunità locali di inviarci un parere sulle proposte di revisione.

Sono così emersi punti che il documento di partenza, per quanto generalmente apprezzato, sembra aver poco (o per nulla) sottolineato e che invece ai nostri occhi andrebbero inseriti in modo esplicito nella versione definitiva:

  • l’importanza degli Esercizi Spirituali come risorsa ab intra e ad extra delle nostre comunità e il relativo uso (laddove possibile e pertinente) della terminologia specifica,
  • il fare rete con tutte le realtà ignaziane nonché parrocchiali (nell’ottica della sinodalità),
  • l’opzione preferenziale per i poveri che determina tutta la nostra azione apostolica,
  • la vita familiare che ampiamente ci caratterizza in quanto laici e che apre alla possibilità di raggiungere le prossime generazioni con il messaggio di un Dio misericordioso.

Altri temi

Altri aggiustamenti suggeriti riguardano le definizioni dei nostri sistemi di governo (quella che include il termine “leadership”, ritenuto troppo lontano dall’idea di servizio contenuta nel messaggio evangelico, ci lascia parecchio perplessi), il rimando storico alle Congregazioni Mariane (al momento pressoché assente, ma che andrebbe a supporto dell’anticipazione, largamente approvata, del riferimento a Maria all’inizio dei PPGG), l’adesione alla Cvx come cammino comunitario condiviso a partire da un percorso personale e accompagnato (per cui il termine che proponiamo – “accoglienza” – risulta ben più consono dell’attuale “approvazione”).

Da tutto questo è derivata la sintesi che abbiamo inviato alla Commissione internazionale dopo il passaggio obbligato delle revisioni e dei confronti tra noi e con l’Esecutivo nazionale.

L’obiettivo era rappresentare – il più possibile attraverso e oltre le varie posizioni emerse – il pensiero della Cvx italiana. Lo stesso obiettivo, cioè, che dovrà guidare la Commissione, al livello superiore e decisamente più complesso della Cvx mondiale, alla redazione di un testo che, in conformità con quanto richiesto dal Dicastero per i Laici, descriva in forma concisa, chiara e accessibile le basi del nostro carisma, con l’aggiunta delle nuove sottolineature “spinte” dai segni dei tempi (tra cui l’ecologia integrale).

Certo, alcuni dei nostri desideri potranno andare perduti in questo processo comunicativo e redazionale che impegna così tante personalità e culture. La Commissione lo sa bene, infatti ci ricorda che “La dinamicità del nostro carisma comporta il graduale approfondimento della pratica del discernimento” senza cui rischiamo di perdere di vista il bene più grande: “L’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.” (Giorgio Gaber)

*Rappresentanti della Cvx Italia presso la Commissione Internazionale per la revisione dei Principi e delle Norme Generali.
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