21 Gennaio 2026
evidenzaFocusIl QuadrifoglioNews

Appello di solidarietà per il popolo palestinese

Carissimi amici e benefattori,
sono appena rientrato da un rapido viaggio in Terra Santa, dove insieme ad altri quattro amici abbiamo voluto capire di persona cosa fare di concreto per la gente di Gaza, per quelli che la stanno lasciando e per il resto del popolo palestinese che vive pressoché assediato in Cisgiordania.

Siamo molto contenti di aver potuto compiere questo viaggio, nonostante siamo rimasti piuttosto sconvolti nel toccare con mano una realtà che già conoscevamo attraverso i media e le varie trasmissioni televisive, ma quando sei lì poi è un’altra cosa.

Foto da Gaza settembre 2025

Amareggiati nel vedere non solo l’esercito israeliano disseminato dappertutto, ma tanti ebrei civili camminare armati, perché non si sentono più al sicuro da nessuna parte.

Tristi e frustrati, nel constatare la sproporzionata violenza che viene condotta indiscriminatamente su tutti i palestinesi.

Qui c’è il Cristo Crocifisso

Quella terra oggi per noi appare non più come meta di pellegrinaggio ai luoghi “santi”, ma come un luogo dove visitare concretamente il Cristo Crocifisso sia nelle vittime dell’attentato del 7 ottobre 2023, sia nelle vittime della feroce risposta del governo israeliano che, alla ricerca della liberazione degli ostaggi, ha ucciso finora oltre 90mila persone, senza alcuno scrupolo.

«C’è una sproporzione reale, quindi, tra quanto è accaduto il 7 ottobre e la risposta da parte di Israele… Credo che sia evidente, e non si può tacerlo. Ne pago le conseguenze e il prezzo, anche in termini di relazioni e di amicizie. Però bisogna riconoscerlo».
Card. Pizzaballa, riportato da ANSA il 19/09/25

Abbiamo allora incontrato innanzitutto lui, il Patriarca latino di Gerusalemme che ci ha incoraggiati a realizzare dei segni che portino speranza a chi ora la sta perdendo.

Il gruppo dei pionieri col Patriarca il cardinale Giambattista Pizzaballa
Il gruppo dei pionieri col Patriarca il cardinale Giambattista Pizzaballa

Ci siamo quindi rimessi al suo giudizio per individuare cosa concretamente sia possibile realizzare e, dal rapido giro compiuto su un’auto del Patriarcato, guidati da un sacerdote locale, abbiamo individuato cinque possibilità di intervento.

Tutte ruotano attorno al ministero dell’educazione

Concentrarsi sulle scuole è infatti concentrarsi sul futuro: educare alla convivenza e al rispetto reciproco in Terra Santa, di due Stati indipendenti e sovrani, con rivendicazione dei propri diritti con metodi non violenti da entrambe le parti.

Questo il criterio principale che rappresenta – insieme al garantire cibo e medicinali a chi è nell’indigenza – una priorità assoluta. Sostegno, dunque, alle scuole del Patriarcato piuttosto che alle scuole statali, le quali purtroppo funzionano male e sono spesso contaminate da ideologie che vorrebbero la dissoluzione dello Stato di Israele.

La distruzione in Palestina a settembre 2025

Queste, dunque, le cinque vie concrete individuate:

  1. Sostegno a distanza per alunni delle classi superiori dell’Istituto Comprensivo della Visitazione, scuola parrocchiale di Zababdeh, nel distretto di Jenin. Il Patriarcato latino di Gerusalemme costruì la Scuola latina di Zababdeh nel 1883. Da allora, migliaia di cristiani e un numero crescente di musulmani si sono iscritti e continuano a iscriversi alla scuola a livello prescolare, di asilo, elementare e media (fino alla terza classe).La scuola è un’importante fonte di occupazione per i residenti della città e offre il più alto livello di istruzione della regione. Fornisce la base più solida per le relazioni con la comunità, offrendo gruppi scout, discussioni civili sul sistema giudiziario ad hoc, sessioni genitori-insegnanti, ecc. Fin dall’inizio, migliaia di laureati si sono integrati nella società palestinese. Nel corso degli anni, la scuola di Zababdeh è stata ristrutturata e sono stati aggiunti nuovi edifici per tenere il passo con la crescita e le richieste. Oggi circa duemila studenti provenienti anche da Jenin e da altri villaggi vicini frequentano la scuola. Qui la retta annuale vorrebbe includere anche i pasti giornalieri ed è di circa 1.500€ annui a studente.

    Zababdeh appare il luogo dove c’è più bisogno di sostegno. È la migliore scuola di tutta l’area, ma solo il 10% riesce a pagare la retta. E a causa della crescente richiesta, si rende necessario anche qualche lavoro di ampliamento. La scuola costituisce il principale punto di speranza per la regione.

  2. Sostegno a distanza per bambini e adolescenti del Terra Sancta College di Betlemme. Si tratta di un istituto fondato dai francescani nel XVI secolo che offre un percorso educativo completo dai tre anni fino alla maturità. La scuola è una delle 18 scuole collegate alla Custodia di Terra Santa e si dedica a promuovere la convivenza pacifica tra studenti di diverse fedi e la cultura della compresenza in Terra Santa di due Stati indipendenti e sovrani, fornendo al contempo una formazione di qualità in un contesto socio-politico complesso.Attualmente frequentano la scuola circa 1.200 studenti, in percentuale 55% musulmani e 45% cristiani. La retta qui è più bassa rispetto a Zababde, e si aggira sui 500€ all’anno. Dall’inizio delle ostilità dell’ottobre 2023, circa il 70% delle famiglie non è più in grado di sostenere le spese scolastiche per i propri figli. Il Patriarca ha deciso di non allontanare nessuno per il solo morivo economico e ha lanciato vari appelli per garantire lo stipendio ai docenti e il mantenimento di tutta la struttura.
  3. Andando a visitare gli alunni delle suddette scuole in gruppi di 4/5 persone. Ogni visita, infatti, fa sentire i ragazzi non dimenticati dal mondo. Il fatto stesso che in questo viaggio siano venuti con noi anche due ragazzi “matricole universitarie” ha reso soprattutto gli studenti di Zababdeh particolarmente felici, aprendo segni di speranza in una realtà che non offre a oggi concrete prospettive di futuro per loro (per Bethlemme passa più gente, mentre lì al nord della Cisgiordania sono davvero isolati dal mondo). Naturalmente, se si attiva un gemellaggio con una scuola o un’associazione giovanile o una parrocchia, lo stabilire incontri in streaming aiuta non poco a tenere su il morale.
  4. Accogliere in Italia i ragazzi delle comunità palestinesi, in famiglie di alunni o di gruppi e parrocchie, anche solo per brevi soggiorni, chiedendo che in ogni gruppo che venisse organizzato dal Patriarcato sia garantita la multietnicità (cristiani di varie confessioni e musulmani), così da consentire esperienze di libertà. Ovviamente chi invita deve farsi carico delle spese di viaggio e di soggiorno.
  5. Accogliere in Italia per studi universitari alcuni ragazzi che si sono maturati nelle suddette scuole palestinesi, garantendo vitto, alloggio e spese di studio. Urgente intanto attivare il fund-raising, diffondendo il più possibile, nel proprio giro di conoscenze, il presente appello. Nelle scuole, nelle parrocchie e nelle Comunità, si può già scegliere in che settore dei suddetti ambiti di intervento orientarsi.

Una delle scuole visitate in Palestina a settembre 2025

Queste le coordinate per la raccolta fondi (fiscalmente detraibili):

INTESTAZIONE: “PROGETTO QUADRIFOGLIO ONLUS”
IBAN: IT 41 T 05018 03200 000011410750 – BIC SWIFT: CCRTIT2T84A

CAUSALE: sostegno Progetti Pace in Terra Santa (chi volesse può anche specificare più dettagliatamente, es: retta quadrimestrale o annuale scuola di Zababdeh; retta scuola Bethlemme; accoglienza e viaggio studenti palestinesi in Italia, offerta libera a sostegno di tutto il progetto…).

Una classe della scuola di Zababdeh
Una classe della scuola di Zababdeh

Possiamo indicare come centrale informativa e coordinamento (su cosa gemellarsi, quando eventualmente
partire, quando accogliere) la Segreteria della Comunità di Vita Cristiana, di cui il sottoscritto è assistente nazionale.

Questi i contatti: cvxit@gesuiti.it – 346.4719681 (segretaria: sig.ra Cinzia Lo Cicero).

Lasciamoci provocare dalle ferite aperte nel corpo dei Cristi presenti, a vari livelli, in tutto il territorio di Israele

Lasciamoci guidare dalla voce del cuore che ci impone di non collaborare in alcun modo con chi uccide, con chi semina terrore per sottomettere il vicino e di aiutare concretamente chi ha più bisogno.

Lasciamoci invadere dalla grazia del Risorto che è capace di trasformare anche le pietre in figli di Abramo.
Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo nel realizzare segni concreti che aprano i più deboli alla speranza.

QUI LE FOTO CHE SINTETIZZANO QUANTO VISTO NEL NOSTRO VIAGGIO

Con profonda gratitudine per tutto ciò che farete, vi saluto con fraterno affetto,

Padre Massimo Nevola SI

Roma, 30 settembre 2025

QUI LO STESSO APPELLO SU CARTA INTESTATA DELL?ASSOCIAZIONE IL QUADRIFOGLIO

  • Nella foto di apertura: la casa di una professoressa, occupata e distrutta senza nessun motivo dall’IDF.
Visited 16 times, 1 visit(s) today

Un pensiero su “Appello di solidarietà per il popolo palestinese

  • Cristiana Luberto Mazzarotto

    Grazie Massimo. Sempre

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *