Una comunità costruita sulla roccia

Di Romolo Guasco
Come iniziamo questo 2021, cosa possiamo aggiungere ai tanti auspici che abbiamo sentito e letto?

Sarà un anno in cui potremo comprendere se la nostra casa, quella della nostra persona, ma anche quella della nostra comunità, è costruita sulla roccia o sulla sabbia.

Conosciamo tutti l’immagine evangelica (Matteo 7) che mi è venuta in mente in questi giorni, forse anche a causa della pioggia e della neve che sta cadendo sull’Italia, dai troppi incurati dissesti idrogeologici…

Saremo ancora lontani, sottoposti a quarantene personali e lockdown più o meno severi, impossibilitati a incontrarci e abbracciarci numerosi, come si è soliti fare in una comunità. Avremo ancora persone da curare e da piangere, più del normale. E figli e nipoti da accompagnare nelle loro solitarie giornate davanti a un pc. Vedremo aumentare povertà e difficoltà economiche, anche inaspettate.

Ma si moltiplicheranno anche i segni di speranza e vita intorno a noi: il lavoro tenace degli operatori sanitari e sociali, l’impegno nell’organizzazione dei processi di lavoro in smart working, la capacità di resistenza di tanti professionisti e imprenditori, il volontariato e l’impegno civile e politico: ci sono un Paese e un’Europa da rafforzare e rendere più giusti, accoglienti, puliti e innovativi.

Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. (…) La sfida che è dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l’unità morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà.
(Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella)

Dove saremo noi, le nostre comunità, le Cvx in Italia e nel resto del mondo? Saremo con maggiore convinzione e amore nei luoghi dove la storia personale e comunitaria ci ha chiamato a essere costruttori. E lì dovremo testimoniare le nostre due principali chiamate: quella di “domandare di conoscere intimamente il Signore che per me si è fatto uomo, perché più lo ami e lo segua” (Esercizi n.104) e quella di un”indispensabile” apostolato per diffondere il Vangelo in modo incisivo e duraturo in mezzo a persone, luoghi e situazioni tanto differenti… sia attraverso un’azione di gruppo, che prende avvio dalla Comunità o da essa viene sostenuta con strutture adatte, sia attraverso l’impegno dei membri in organizzazioni e opere laiche o religiose già esistenti. (Principi Generali n.8). L’augurio e la preghiera d’inizio anno è di essere, nelle storie diverse che vivremo nel 2021, fedeli costruttori sulla roccia.

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