Cooperazione e sviluppo scalabriniani trovano casa al San Carlo di Chieri

Di Simone Garbero

Una nuova realtà nel Centro San Carlo a Chieri: la sede dell’Ascs – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo – è un luogo per ideare e programmare nuovi progetti di animazione giovanile interculturale, secondo il carisma scalabriniano in Piemonte.

San Carlo a Chieri è una grande casa della Compagnia di Gesù, che da tre generazioni vive di giovani, fede, sport, accoglienza e missione. La cura della casa e del grande giardino sono affidati alla Cvx locale e al suo interno coabitano gruppi giovani guidati dai padri gesuiti, scout, san Vincenzo, gruppi sportivi parrocchiali, una comunità per minori, una piccola accoglienza di persone in difficoltà.

Volontari del Centro San Carlo a Chieri

Da qualche settimana hanno trovato casa qui anche i giovani dell’Ascs, il braccio operativo dei padri scalabriniani che hanno al centro del loro carisma l’accompagnamento dei migranti.

“Il legame con il Piemonte è vivo ormai da diversi anni, ora abbiamo deciso di dare maggiore spessore alla nostra presenza qui”

Padre Jonas Donassollo, missionario scalabriniano, è il responsabile della Pastorale giovanile della sua congregazione per la regione Europa e Africa. All’interno dell’Ascs, per l’equipe di animazione giovanile, è affiancato da quattro giovani tra le sedi di Milano e Chieri.

I missionari scalabriniani non hanno mai avuto una presenza di religiosi in Piemonte, ma il loro carisma a fianco dei migranti si è fatto conoscere grazie ai giovani, molti dei quali membri dei gruppi di formazione guidati dai gesuiti a Chieri

Da molti anni organizziamo in Puglia nella piana foggiana il campo “Io ci sto”, un’esperienza di servizio e formazione a contatto con la difficile realtà migratoria dei braccianti spesso sfruttati dal caporalato. Nel tempo il passaparola tra i giovani in Piemonte ha portato ogni anno decine di volontari da questo territorio, che si è rivelato fertile per progetti locali nati dagli stimoli dei campi.

Così, in particolare tra Chieri e Torino, sono iniziati progetti di accoglienza di migranti in parrocchia, percorsi di sensibilizzazione e una fertile collaborazione con le attività dell’Ufficio Pastorale Migranti della diocesi torinese. Per questo, i missionari con l’Ascs hanno deciso di ufficializzare la presenza in Piemonte con una sede operativa a Chieri e con un impegno maggiore di due giovani del territorio all’interno dell’Agenzia.

“È un passo che permette una presenza e una progettualità maggiore a livello torinese e regionale — presenta Sara Meneghini, una delle due persone a cui l’Ascs ha affidato il coordinamento dei volontari e delle attività in Piemonte — ci stiamo muovendo in particolare sulla sensibilizzazione con i giovani e nelle scuole. Abbiamo preparato alcune proposte di laboratori per le scuole medie e superiori sulle tematiche della mobilità umana e della diversità culturale e già qualche scuola ha ospitato qualche incontro”.

Un’importante collaborazione sul territorio è inoltre con l’Ufficio Pastorale Migranti della diocesi, per progetti di sensibilizzazione come le Giornate Interculturali Scuole

Un altro filone di impegno dell’Ascs in ambito giovanile è nel mondo dei social: uno spazio da abitare per trasmettere contenuti per costruire un mondo con più ponti e meno muri, come recita lo slogan delle pagine social giovanili dell’Agenzia, una citazione da papa Francesco.

“Crediamo che il mondo dei social sia uno spazio da abitare, in qualche modo come una terra di frontiera — sottolinea Sara — Facebook, Instagram e il loro mondo possono essere strumenti straordinari per raggiungere persone e trasmettere messaggi positivi e costruttivi: certo, ci vuole un grande impegno e bisogna conoscere bene le regole del gioco del mondo social, ma vogliamo davvero spenderci per seminare anche in quagli spazi”.

Il rimando è comunque sempre al mondo reale, di cui le proposte di campi estivi di servizio in contesti migratori sono al cuore dell’attività dell’animazione giovanile dell’Ascs: una maggiore presenza in Piemonte permetterà di andare a esplorare anche nuovi luoghi e “frontiere” forse poco conosciute.

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