2 Marzo 2024
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Aggiornamento Rifugiati di guerra dall’Ucraina

Carissimi amici e benefattori,

vi scrivo per aggiornarvi circa il nostro servizio ai profughi di guerra dall’Ucraina.

Oggi davanti all’opinione pubblica mondiale sotto i riflettori abbiamo il dramma della guerra mediorientale, con le notizie drammatiche corredate da immagini davvero raccapriccianti. In quanto guida di pellegrini in Terra Santa da circa trent’anni, ricevo continui appelli sia dal Patriarcato latino di Gerusalemme, sia da confratelli (anche ortodossi) come anche da amici palestinesi. Fin dal primo attacco di Hamas contro Israele dello scorso 7 ottobre, ci siamo attivati come associazione nel lanciare un fundraising per i profughi. Tuttavia, persiste una situazione di blocco che rende difficile recapitare in Palestina quanto si raccoglie sia per le contraddizioni di Hamas, sia per le tante ipocrisie che presentano lo Stato israeliano e gli Stati Arabi vicini.

Cosa c’entra questo con l’Ucraina? Tanto.

Non si tratta di fantapolitica, ma di brutta realtà: la terza guerra mondiale combattuta a «pezzetti», così come da tempo il Papa va denunciando.

C’è una logica in questi conflitti che fa sì che essi si intreccino. Tante, troppe sono le similitudini: civili tenuti come ostaggi, super potenze militari che armano e riarmano da una parte e dall’altra; lo stesso oscuramento mediatico sull’Ucraina che di fatto sta avvantaggiando la Russia … Chi riuscirà a salvare gli ostaggi, prigionieri di Hamas? Con la mediazione di chi? Ci possiamo solo augurare che, quanto prima, risolta la crisi in atto in Medio Oriente, si possa a cascata arrivare ad un compromesso per la soluzione del conflitto in Ucraina.

Il prezzo pagato sarà stato comunque altissimo; un prezzo di sangue umano, molto prima che un prezzo economico.

I media – spesso a fine propagandistico – ci dicono che l’esercito russo ha avuto delle perdite enormi. Nessuno dice quanti civili ucraini hanno perso la vita e si tratta di oltre 100mila persone. Gli scudi umani, abbondantemente spazzati via, sono stati usati da Mariupol in poi durante tutta la guerra, tutt’ora in atto, con una riconquista ucraina annunciata (spese militari da capogiro) i cui risultati appaiono, ad oggi, piuttosto effimeri. La gente è stanca. Gli uomini non vogliono continuare a combattere e sono pronti a indebitarsi fino al collo pur raccogliere quei 5/10 mila euro per corrompere i poliziotti di frontiera, entrare in Romania (magari attraversando a nuoto la Tisa, un fiume che d’inverno gela) e salvarsi la pelle. Si calcola che siano emigrati circa 10 milioni di ucraini dal febbraio 2022 (33 milioni oggi, rispetto ai 43,7 milioni del 2021 secondo i dati del The Wordl Bank), e di questi solo la metà si fanno registrare dalle agenzie ufficiali europee. Nessuno di quelli che sono passati per la nostra casa-famiglia a Sighet ha voluto farsi registrare.

Qual è la situazione a Sighet?

Si avvicina l’inverno e la gente si prepara ad affrontare nuovamente il gelo. Così che, a dispetto di quanto si possa immaginare, continuano i flussi migratori e anche per Sighet continuano a passare migliaia di profughi di guerra.
I volontari, che si sono alternati in questi mesi a Sighet nelle nostre Case-famiglia, hanno potuto toccare con mano tutte le cose che sinteticamente ho riportato. Qualcuno si è spinto in Ucraina addirittura nei territori-limite del conflitto (fino ad Odessa).

La nostra struttura che accoglie rifugiati è piena e, come potete immaginare, hanno bisogno di tutto.

Prevediamo che almeno per tutto l’inverno, fino alla fase finale della campagna elettorale per le presidenziali in USA, il conflitto continuerà e produrrà morti e ulteriori ondate di profughi. Quanto condividiamo è frutto di quanto abbiamo visto e ascoltato a Sighet, città della Romania a confine con l’Ucraina, dove abbiamo le nostre strutture di accoglienza.

Per continuare a svolgere questo servizio occorre garantire almeno 7/8 mila euro al mese per le spese necessarie.
Inoltre, sulle nostre spalle grava sempre l’onere del mantenimento dei piccoli bambini rumeni che le istituzioni pubbliche ci hanno affidato e che ora sono concentrati nella Casa-famiglia n.2. Anche per il loro sostentamento occorre reperire mensilmente almeno altri 7mila euro. Ecco perché ci rivolgiamo ancora al vostro buon cuore e chiediamo aiuto. Ciò è ancor più urgente quest’anno poiché le nostre case-famiglia non ricevono alcun sussidio dalle autorità rumene e dall’UE. Molti enti che hanno organizzato l’accoglienza hanno approfittato di questi fondi e ora, nella larga maggioranza, risultano inquisite dalle autorità giudiziarie rumene. Noi finora ci abbiamo solo (giustamente) rimesso.

Se condividete quanto ci sforziamo di realizzare, vi prego allora di aiutarci, sostenendoci con un’offerta per la quale si può anche ottenere la detrazione fiscale.

Di seguito le coordinate:

IBAN: IT 41 T 05018 03200 000011410750 – Codice BIC SWIFT: CCRTIT2T84A
(N.B. questo ora riportato è il nuovo iban accordatoci da banca Etica sullo stesso conto)
Intestato a “PROGETTO QUADRIFOGLIO ONLUS”
NB. raccomandiamo usare la seguente Causale: Emergenza Rifugiati Ucraini a Sighet

Tra meno di un mese è Natale. Proviamo a condividere qualcosa a vantaggio di queste famiglie che oggi ci ricordano il dramma della famiglia di Nazareth in fuga in Egitto: oggi, come allora, c’è qualche Erode di turno che attenta alla vita dei piccoli. A noi offrire un aiuto per farli sentire ancora al sicuro.

Il Signore che ci invita a non farci vincere in generosità voglia benedirci e benedirvi

Con i più cari auguri per le prossime festività natalizie,

 

p. Massimo Nevola S.I.

 

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