Campi giovani e progetti in sinergia con i padri missionari scalabriniani

DI SIMONE GARBERO (Cvx Chieri)

Un’estate attraverso i confini del nostro Paese ha coinvolto decine di giovani tra luglio e settembre nei campi di formazione e servizio tra i migranti, proposti dai Missionari scalabriniani.

“Attraverso” è il titolo comune dei tre campi in programma nell’estate 2021 a Ventimiglia, Trieste e Roma questa estate. Queste le parole di padre Jonas Donassollo, missionario scalabriniano responsabile della pastorale giovanile della congregazione che ha nell’accompagnamento dei migranti il proprio carisma.

“La nostra proposta di quest’anno è legata da un filo rosso: Trieste è confine di ingresso nel nostro Paese, Ventimiglia di uscita per chi vuole passare in Francia, Roma è una città ricca di mescolanze tra popoli e culture”.

Volontari del progetto ATTRAVERSOTrieste è la città di arrivo della Rotta Balcanica: capolinea di una via che parte dal Medio Oriente per raggiungere il cuore dell’Europa. Si arriva a Trieste dopo giorni di cammino attraverso i boschi e le colline dalla Bosnia Erzegovina, camminando di notte, di nascosto per non farsi catturare dalla polizia. Finalmente l’arrivo in Italia è una sosta per tirare il fiato: c’è chi rimarrà qui e chi proseguirà verso altre strade in Europa.

“Con i giovani partecipanti del campo abbiamo conosciuto e dato una mano a chi a Trieste si spende per aiutare chi arriva — prosegue il missionario scalabriniano — ci sono Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi con l’associazione Linea d’Ombra che nella piazza della stazione ogni pomeriggio curano i piedi feriti di chi arriva. All’ICS invece si occupano di supporto legale e accoglienza di chi decide di fare domanda d’asilo in Italia: siamo stati accolti nelle loro case e abbiamo conosciuto un mosaico di umanità”.

Volontari con i migrantiConfine Italia-Slovenia

Dritto in linea retta dal confine Italia–Slovenia il percorso di chi decide di non restare in Italia prosegue verso Ventimiglia: per questo la città di confine è stata luogo di un altro campo per conoscere la realtà di confine. La frontiera Italia–Francia scorre sulle montagne a ridosso del mare, ogni giorno decine di migranti cercano di attraversarlo, ma non hanno passaporto e permesso di soggiorno, così vengono respinti dalla polizia francese.

“Siamo stati a contatto con la realtà drammatica del confine. Ci sono oggi decine di persone a Ventimiglia che aspettano di passare in Francia, ma dopo la chiusura del campo Roja non c’è più nessun posto in cui possano stare. Alla Caritas abbiamo aiutato a cucinare e distribuire il pranzo a una lunga fila di ragazzi, uno dei pochi aiuti presenti in città”.

Un’altra scintilla di speranza è il Bar HobbitBar Hobbit migranti accolti dai padri scalabriniani, dove la signora Delia tiene la porta aperta a tutti, mettendo a rischio la sua stessa attività economica.

Il campo Mixitè a Roma: più ponti, meno muri

Infine Roma è stato il terzo polo dei campi estivi scalabriniani: un luogo ricco di persone che hanno scelto di restarci, con alle spalle le provenienze più disparate. “Mixitè” è stato un campo alla scoperta di questa ricchezza e di servizio nelle molte attività che nella capitale sono a fianco di chi fa più difficoltà.

Missionari scalabriniani in Piemonte

La realtà dei Missionari scalabriniani si sta intrecciando in Piemonte con il mondo ignaziano: a Chieri, nel Centro San Carlo della Compagnai di Gesù, sede della CVX e di molte altre attività, si sta aprendo una sede operativa di “Più ponti meno muri”, l’ufficio di animazione giovanile interculturale degli scalabriniani, da cui si organizzeranno percorsi di servizio e sensibilizzazione a livello piemontese e nazionale.

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