Grecia (da Gentes, 03-04, 2009)

Grecia, la crisi e la questione morale dietro la rivolta

grecia | cvxlms.itÈ stato un incidente, uno dei soliti scontri tra un gruppo di giovanissimi facinorosi e la Polizia, in una delle zone più calde di Atene. Uno dei tanti, ma tragicamente diverso dagli altri, perché destinato a finire nel sangue. È la sera del 6 dicembre 2008. Due poliziotti sui trenta, mogli e figli a carico e diversi anni di onorato servizio alle spalle, ricevono un ordine chiaro e conciso dalla centrale: evitare tensioni con i manifestanti e ripiegare immediatamente. I due ufficiali, invece, parcheggiano la volante e tornano ad affrontare gli anarchici. Alcuni insulti di troppo, il sordo rumore degli spari e un rauco allarme che si spegne nel silenzio più desolante dei vecchi palazzi del centro. Alexis Grigoropoulos, 15 anni, è riverso a terra, morto, mentre Atene si prepara a due settimane di selvaggia guerriglia urbana.

Le ragioni del malcontento in Grecia

Due ricorrenze caratterizzano il calendario ellenico dal dopoguerra. La prima, il 28 ottobre, riguarda proprio noi italiani. Si tratta del giorno dell’Ochi, il “no” del presidente Metaxás al no- stro ambasciatore, che nel 1940 richiedeva l’occupazione fascista di alcune aree strategiche del territorio greco. Il rifiuto avrebbe dato il là alla guerra sul confine albanese, segnata dalla sconfitta dell’esercito italiano, fino all’arrivo risolutorio dei rinforzi tedeschi nell’aprile del- l’anno successivo. La seconda ricorrenza, quella del 25 marzo, rappresenta l’inizio delle guerre di indipendenza dall’impero ottomano nel 1821, dopo quasi quattro secoli di dominazione turca, iniziata con la caduta di Costantinopoli nel 1453. Con queste due festività, il popolo greco rivendica la propria autonomia sia dal mondo occidentale, sia da quello orientale, considerandosi da un lato precursore e non emanazione del primo e prendendo, dall’altro, le distanze dal secondo, perché invasore e islamizzato.

Se questo ethnikismós ha preservato il Paese dalle mire espansive dei vicini, nonché, parzialmente, dalla secolarizzazione e dal paganesimo latente del mondo globalizzato, dall’altro esso ha irrigidito i meccanismi democratici dal dopoguerra ad oggi, la sciando al potere tre dinastie di governanti. E così, salvo rare eccezioni, tra cui quella della dittatura dei colonnelli dal 1967 al ’74, da più di sessant’anni si susseguono al potere le famiglie dei Papandréou del Pasok (centro-sinistra) e dei Karamanlís e Mitsotákis di Néa Dhimokratía (centro-destra). Questa sostanziale stabilità politica ha favorito lo sviluppo economico del Paese, che nonostante l’isolamento geografico rispetto all’Europa Occidentale, ha raggiunto un livello di benessere molto elevato, in linea con la media continentale, e – in termini di Pil pro-capite a parità di potere d’acquisto – a ridosso di quello italiano.

D’altra parte, però, l’assenza di alternative politiche ha ritardato il necessario processo di riforme e liberalizzazioni, precludendo, di fatto, ogni possibilità di miglioramento sociale a diverse categorie di cittadini e in particolare ai giovani. In questo modo, la generazione dei precari da mille euro al mese in Italia è ancora sotto i settecento in Grecia, nonostante la forte crescita economica dell’ultimo decennio e l’altissimo livello di scolarizzazione. Basti pensare che il 26,7% dei greci da 25 a 34 anni ha una laurea, contro un modesto 17,3% degli italiani. Sarebbe, però, riduttivo legare la recente rivolta alla semplice sperequazione di ricchezze e di opportunità nel Paese. Le ragioni del malcontento sono molto più profonde, e riguardano un modo di fare politica, diffuso in Grecia come in Europa, che ha trasformato i cittadini in consumatori, gli Stati in Società per Azioni e i politici in impren- ditori (e viceversa). E in nome del benessere generalizzato e del raggiungimento degli obiettivi della finanziaria, per mantenere forte la moneta unica, la politica è stata assoldata all’economia e non l’economia dalla politica, mentre famiglia, educazione, ricerca e cultura sono state declassate da investimenti a costi e, in quanto tali, ridimensionate.

Scarica il numero Grecia di Gentes 03-04/2009

Sommario

EDITORIALE

La speranza che non delude, di Massimo Nevola sj

STUDIO

GRECIA, la crisi e la questione morale dietro la rivolta, di Giacomo Carelli
L’onda greca, di Giovanna Fenu
Carceri e diritti. Il caso della Grecia, di Francesca R. Lenzi

MISSIONE E SOCIETÀ

Un gesuita a Belém. Diario del Forum Social Mundial 2009, di Sergio Sala sj
Europa dell’Est, la democrazia incrinata dalla crisi economica, di Angelo Tomassetti
I rom di Centocelle, la violenza degli immigrati e l’informazione inadeguata, di Popica Onlus

VITA LEGA

LMS Progetto Speranza 2009. Campi estivi di solidarietà

III DI COPERTINA

Festival internazionale del giornalismo Perugia 1/5 aprile 2009

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